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Litiga con pusher davanti al negozio. Lui la strattona, lei lo colpisce con un paio di forbici. Tensione palpabile nei carruggi

È successo in via Prè. Nel centro storico, tensione oltre i livelli di guardia a causa del moltiplicarsi incontrollato dello spaccio e della sensazione sempre più diffusa tra i cittadini che poco si faccia per contenere criminalità e problemi di vivibilità. Nei giorni scorsi il presidente del Municipio Andrea Carratù aveva tentato di placare gli animi in più di un’occasione, provvedendo a informare il Prefetto con una lettera formale che la situazione era ormai incandescente, nella fattispecie per quanto riguarda il fenomeno dei minori non accompagnati. Carratù lancia l’allarme: «Ormai nei vicoli si sente sempre più spesso parlare di ronde»

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata un diverbio tra una commerciante di via Pré, vicino a piazza dello Statuto, e un pusher che continuava a vendere davanti al suo negozio. Lui l’ha strattonata e percossa a un braccio, lei ha preso un paio di forbici nel suo negozio e lo ha colpito a un orecchio.

Entrambi sono stati soccorsi dal 118. L’uomo, il più grave dei due, è stato prelevato da un’ambulanza della Croce Verde Genovese e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Galliera in codice giallo. La donna, che ha circa 50 anni, è stata soccorsa in codice verde e trasportata dalla Croce Bianca Genovese al Villa Scassi.

Sul posto, dicono i cittadini della zona, è intervenuta la Polizia locale.

Chi abbia cominciato, perché tutto sia cominciato e come si sia sviluppata la situazione specifica non sta a noi giudicarlo. Di certo è la cartina di tornasole di una condizione ormai completamente degenerata, con i cittadini esasperati che non si sentono tutelati e reagiscono direttamente: un modo di agire pericoloso per tutti, per l’intera società, per la città.

«Chiediamo ai cittadini di continuare a credere nella presenza delle forze dell’Ordine – dice il presidente del Centro Est -. L’impegno è quello, come avevamo già detto, di chiedere l’intervento dei sottosegretari all’Interno e alla Difesa. Avevano già ottenuto l’impegno di quelli del governo Draghi. Qualsiasi governo ci sarà, torneremo alla carica. La situazione è davvero difficile e non si può lasciare che esploda un conflitto sociale».

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